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Nel primo semestre il calo è stato del 17%
Ucimu: la ripresa entro fine anno
Gli ordini di robot in caduta libera
Milano. L'industria dei robot ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un portafoglio ordini impoverito dal rallentamento dell'economia mondiale e dall'effetto attesa della Tremonti bis. Ma proprio sull'onda del nuovo provvedimento di detassazione degli utili reinvestiti, il secondo semestre potrebbe restituire spessore al carnet, almeno sul mercato interno.
Per l'Ucimu, l'associazione dei costruttori italiani di robot e macchine utensili, il 2001 sarà un anno a doppia velocità, con scostamenti significativi tra la prima e la seconda parte.
Tra gennaio e giugno gli ordini sono calati del 17% rispetto allo stesso periodo del 2000.
Su questa netta flessione ha pesato soprattutto il mercato interno, con ordini in calo del 9,9% (si veda l'inserto "Mondo e mercati" per un approfondimento sul mercato cinese).
Tra aprile e giugno, in particolare, gli ordini sono diminuiti 39,3% rispetto al secondo trimestre di un anno fa, con l'indice crollato a 88,4 punti: un risultato pesante se si considera che l'indice base del 1995 è uguale a100. Il calo più vistoso è stato accusato dagli ordini esteri (-48,3%), mentre quelli interni sono diminuiti del 30,5%.
Il bilancio negativo della prima parte dell'anno va tuttavia confrontato con l'andamento record dell'anno scorso, quando gli ordini totali erano cresciuti del 43,8% rispetto al '99.
La brusca inversione di tendenza del 2001, sottolinea l'indagine congiunturale dell'Ucimu, è la somma di due fattori. Da un lato pesa sugli ordini esteri il rallentamento dell'economia in atto sia in Europa sia negli Usa, con relativa contrazione degli investimenti.
Dall'altro, ribadisce il presidente dell'Ucimu, Andrea Riello, "il carnet degli ordini interni si è assottigliato perché la Tremonti bis era stata annunciata in campagna elettorale e molti imprenditori hanno preferito rimandare le decisioni di investimento" (si veda "Il Sole-24 Ore" del 29 giugno).
Ma nella seconda parte dell'anno, aggiunge Riello, "le imprese italiane inizieranno a sfruttare le agevolazioni previste dalla Tremonti bis e almeno gli ordini interni torneranno a crescere. Tanto più che la tempistica del provvedimento è migliore rispetto al 1994.
Allora si sommò alla ripresa del mercato, generando una domanda così forte che la capacità produttiva dell'impresa fu saturata. Adesso, invece, dovrebbe avere un ruolo di stimolo anticiclico che appare quando mai tempestivo".
Riello sottolinea ancora una volta che il provvedimento di detassazione degli utili reinvestiti dovrebbe essere strutturale, per evitare che gli investimenti si concentrino in un periodo ristretto, "alterando l'andamento del mercato con periodi di attesa, acquisti frenetici o crollo repentino della domanda".

 

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